
Gli aeroporti, come le stazioni, sono uno degli ultimi posti rimasti in cui non siamo niente. Torniamo a essere numeri, passeggeri anonimi in attesa, anime in transito col proprio bagaglio di pensieri sparsi e frenesia. Capita allora di ascoltare le storie di chi è seduto di fianco a noi e di aprirci all'inconsistenza di due chiacchiere pulite e frutto del caso. Quale che sia la destinazione è solo una volta scesi dall'aereo che agguantiamo nuovamente la nostra porzione di vita, quella che ci spetta, e torniamo a essere individui. Ognuno con la propria valigia, i propri sorrisi, ansie, passi svelti. E non è facile la vita... querida... persi in questo angolo d'Europa... unita... Londra, Parigi, New York, Pechino, Torino, Utopia... è solo nei posti di passaggio che possiamo permetterci il lusso di non essere...
Da http://egidio-guerra.myblog.it/archive/2007/04/26/un-non-luogo.html
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